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stefania colicelli
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Alle 14:17 del 5 Novembre 2009, Martina Materazzo ha detto...
prof, scusate, ma oggi in classe ho dimenticato di chierervi se domani mia madre potrebbe venire a parlare con lei in seconda ora..??Grazie..
Alle 11:18 del 17 Giugno 2009, Gabriella Scarici ha detto...
Salve professoressa,
le volevo chiedere se le era possibile darmi delle informazioni riguardo i libri che ci ha consigliato di leggere...Grazie
Un bacio, Gabriella :-)
Alle 13:21 del 14 Aprile 2009, Valentina Aprea ha detto...
Gentile professoressa,
per l'ipotesi della gita del 24 aprile, visto che è vincolante la partecipazione al ritiro di preparazione per la cresima di maggio dal 24 al 26 aprile, le chiedevo la cortesia di poter spostare la visita guidata perchè mi dispiacerebbe non poter partecipare all'ultima gita di fine anno della nostra VB.
Grazie!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Alle 17:06 del 13 Febbraio 2009, Alessandro Cozzolino ha detto...
Prof auguri di pronta guarigione...anche perchè ora siamo ricarichi per scaricarci!
Alle 14:44 del 29 Gennaio 2009, Alessandro Cozzolino ha detto...
Grazie prof :D
Alle 17:27 del 8 Gennaio 2009, Carangio Giulia ha detto...
Professoressa mi sono informata un po' su quella cosa di cui ho chiesto qualche informazione oggi a scuola.
Si è svolta in via Acca Larentia il 7 Gennaio 1978
questo di seguito è il link di Wikipedia
Non so se fidarmi delle altre fonti perchè spesso i dati sono diversi
http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Acca_Larentia
Alle 12:05 del 11 Giugno 2008, Simona De Pasquale ha detto...
Professoressa scusi il disturbo le volevo chiedere se sarà lei ha svolgere i corsi di recupero.Grazie per la sua disponibilità!
Alle 7:31 del 8 Maggio 2008, Tiziana Rossi ha detto...
Ciao Stef, non ti dimenticare di ritirare il foglio dalla Trecarichi e di timbrare i tuoi elenchi. Baci :-)
Alle 19:16 del 17 Aprile 2008, stefania colicelli ha detto...
definizione della parola "giovane"
D
i qcn. che è nell’età compresa tra la tarda adolescenza e la maturità, che non è ancora vecchio. Per noi essere giovani significa affacciarsi alla vita, vederla in un nuovo ed entusiasmante modo e crescere sia fisicamente che mentalmente. Per questo dal 2 settembre 1990 i giovani sono tutelati dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia, lo strumento normativo internazionale più importante e completo in materia di promozione e tutela dei diritti dell’infanzia (diritti civili, politici, economici, sociali, culturali). Costituisce uno strumento giuridico vincolante per 193 Stati che la hanno ratificato, oltre ad offrire un quadro di riferimento organico nel quale collocare tutti gli sforzi compiuti in cinquant'anni a difesa de diritti dei bambini. Secondo la definizione della Convenzione sono "bambini (il termine inglese "children", in realtà, andrebbe tradotto in "bambini e adolescenti") gli individui di età inferiore ai 18 anni (art. 1), il cui interesse deve essere tenuto in primaria considerazione in ogni circostanza (art. 3).
Tutela il diritto alla vita (art. 6), nonché il diritto alla salute e alla possibilità di beneficiare del servizio sanitario (art. 24), il diritto di esprimere la propria opinione (art. 12) e ad essere informati (art. 13).
I bambini hanno diritto al nome, tramite la registrazione all'anagrafe subito dopo la nascita, nonché alla nazionalità (art.7), hanno il diritto di avere un'istruzione (art. 28 e 29), quello di giocare (art. 31) e quello di essere tutelati da tutte le forme di sfruttamento e di abuso (art. 34)”.
La Convenzione sollecita i Governi ad impegnarsi per rendere i diritti in essa enunciati prioritari e per assicurarli nella misura massima consentita dalle risorse disponibili.
Ovviamente questi diritti non vengono sempre rispettati. L’esempio più eclatante è sicuramente quello dei bambini soldato nel Terzo Mondo. Hanno l'età in cui i bambini occidentali abbandonano i cartoni animati per passare ai videogiochi delle guerre stellari, quelle "megagalattiche", per usare un loro ricorrente linguaggio. L'infanzia invece viene rubata ogni giorno ai bambini asiatici, africani, latinoamericani. A sette, dieci, dodici anni, la loro guerra non è un gioco, non è virtuale, è quella vera, terribile, lastricata di odio, morte, sangue, atrocità. Bambini senza ricordi, con gli sguardi vuoti, o allucinati dalle droghe. Sono i baby-soldato. Un fenomeno da anni in inarrestabile espansione. Sono trecentomila: un esercito armato di kalashnikov, Ak47 o di fucili d'assalto americani M16, leggeri da caricare e maneggiare come armi giocattolo. Utilizzati in sessanta paesi, da eserciti regolari, guerriglia, ribelli, milizie. Impegnati in interminabili guerre etniche, religiose, regionali. Sono bambini e ragazzi al di sotto dei 18 anni, costretti spesso con la forza, talvolta con false promesse, a lasciare la vita normale per cominciare ad adoperare un fucile mitragliatore. E ci sono anche le bambine soldato. Smentendo così il luogo comune che vuole i maschietti amanti della guerra. In alcuni casi come in Salvador, Uganda, Etiopia, le ragazze costituiscono un terzo dei minori che combattono nei conflitti armati. Spesso vengono rapite per essere assegnate come "mogli" ai comandanti e usate anche in combattimento come spie. Baby soldati il più delle volte utilizzati come carne da cannone: mandati avanti sui campi minati, per aprire la strada all'esercito. Prima dell'azione militare, li eccitano riempiendoli di droga: cocaina, anfetamine o polvere da sparo bruciata e mischiata col riso, succo di canna da zucchero o hashish. I loro addestramenti sono crudeli, perché crudeli devono essere le loro missioni. E ancora una volta anche in questo caso è l'Africa a detenere il primato. In Sudan, dove da quasi trent'anni il Nord musulmano combatte il Sud cristiano e animista, i bambini fanno parte del bottino di guerra delle truppe regolari del governo di Khartum. Quando i ragazzi non possono essere venduti come schiavi, vengono convertiti all'Islam, addestrati e mandati a combattere al Sud contro i villaggi di provenienza. Nella sola Sierra Leone poi, per tornare alla recente guerra, secondo Olara Otunnu, rappresentante speciale dell'Onu per i bambini nei conflitti armati, ne sono stati rapiti almeno diecimila solo l'anno scorso. Un flagello per cui spesso ci si indigna, ma ben poco si fa. Nell'ultima decade sono stati uccisi oltre due milioni di bambini e ragazzi al disotto dei 18 anni, secondo i dati dell'Onu. Dal 1998 una risoluzione dell'Onu considera l'uso di bambini-soldato sotto i 15 anni un crimine di guerra. Lo stabilisce la Convenzione sul Tribunale penale internazionale permanente, firmata a Roma, due anni fa, dai paesi aderenti alle Nazioni Unite. Inoltre nella Convenzione contro il lavoro infantile, siglata un anno fa, si proibisce espressamente il reclutamento di ragazzi al di sotto dei 18 anni da parte delle forze combattenti. Carta straccia per molti paesi e non solo per quelli del Terzo mondo, che pure l'hanno sottoscritta. Ma anche in Europa esiste qualcosa del genere. Infatti, a Napoli bambini e adolescenti vengono assoldati dalla camorra e utilizzati per compiere crimini, scippi e spaccio di sostanze stupefacenti. A differenza dei bambini soldato africani, che sono costretti con la violenza a compiere queste brutalità, i bambini soldato di Napoli spesso scelgono questa strada per realizzare in tempi brevi ricchi guadagni e per emulare i boss, che costituiscono dei veri e propri modelli di vita . In entrambi i casi ci appaiono violati i diritti fondamentali dell’infanzia, primo fra tutti quello di vivere la propria eta’ serenamente e nel rispetto della persona.
Alle 19:15 del 17 Aprile 2008, stefania colicelli ha detto...
REGOLIAMOCI!
Anno scolastico 2007/2008

Classe IV B Liceo classico statale “G. Garibaldi” di Napoli

La classe IV B del Liceo classico ginnasio Giuseppe Garibaldi tra le varie parole proposte dall’Associazione Libera ha scelto di fornire la definizione delle parole “giovane” e “ecomafie”.
Per la parola “giovane” lo spunto ci e’ stato fornito dallo studio della condizione dei bambini e degli adolescenti nei paesi sconvolti ancora dalla guerra. La ricerca condotta, utilizzando Internet, ci ha fatto conoscere una realtà che ignoravamo e che ci ha sconvolti: ragazzi della nostra età, o addirittura inferiore, erano filmati mentre erano impegnati in simulazioni di guerriglia urbana, muniti di armi da assalto come kalashnikov o UZI o M4A1.
Proprio per questi motivi in quanto studenti, ma soprattutto in qualità di cittadini del mondo ci siamo sentiti in dovere di approfondire l’argomento e di sensibilizzare altri su questo argomento. Così aver ricavato ulteriori informazioni da fonti quali internet, enciclopedie e libri, siamo passati all’elaborazione del prodotto finale.
Discutendone in classe abbiamo optato per due soluzioni: un video che illustrasse con crude immagini e dati scioccanti la situazione attuale ed un fumetto in cui ci siamo allontanati dal campo internazionale per concentrarci sulla questione dei “ bambini-soldato” della camorra, ispirandoci al libro di uno degli uomini più coraggiosi del secolo, "Gomorra" di Roberto Saviano.
Per quanto concerne il video abbiamo riassemblato le immagini già raccolte in precedenza inserendo le statistiche delle vittime, delle mutilazioni e della perdita dei propri cari, il tutto in sintonia con la stupenda canzone di sottofondo dei Green day “ Wake me up when semptember ends”.
La scelta di definire la parola “Ecomafie" e’ stata sicuramente dettata dal fatto che ci eravamo gia’ occupati, prima che scoppiasse a Napoli il “caso spazzatura”, di smaltimento dei rifiuti e camorra. Il materiale raccolto, fotografie scattate da noi in vari luoghi di Napoli e provincia, e i testi reperiti consultando vari siti Internet, articoli di giornale ed ispirandoci al libro di R. Saviano “Gomorra”, era stato organizzato in una presentazione in Power Point. Ci siamo limitati, dunque, ad aggiornare la nostra ricerca, arricchendola di nuove immagini ben piu’ crude delle precedenti e che ben documentavano lo scempio perpretato ai danni del nostro territorio da gente senza scrupoli. Nel corso dell’assemblea d’istituto del 25 gennaio 2008, che aveva per oggetto il problema dello smaltimento dei rifiuti in Campania, abbiamo avuto l’opportunità di presentare il nostro lavoro non solo agli alunni dell’istituto, ma anche agli ospiti presenti tra cui il presidente di Legambiente.
Questo concorso ha rappresentato per noi studenti del biennio superiore un’occasione preziosa per conoscere meglio la nostra citta’ e i problemi che ormai da anni la affliggono.
 
 

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